DAR AL-HIRAF

At-Tahkim

التحكيم

L'arbitrato delle tensioni d'onore — poi, se occorre, la prova sotto regola.

At-Tahkim — corsa a cavallo

At-tahkim designa, nella lingua classica, il ricorso a un terzo per decidere. A Riad Al-Uns, ordina prima la parola, poi — soltanto se la parola non basta — una prova tratta dalle discipline della casa.

Non sostituisce l'autorità dell'Ash-Shaykh. Dà ai pari un cammino per chiudere ciò che, lasciato al rancore, avvelenerebbe la tavola e la bottega. Vedere anche At-Tadbir e la Furusiyya.

PRIMO TEMPO

L'arbitrato

I

Il muqaddam terzo

Per una tensione lieve tra ṣāniʿ — orgoglio, parola troppo viva, rivalità di bottega — un muqaddam che non è parte al conflitto ascolta i due, a turno, senza interruzione. Propone una chiusura.

II

Il majlis dei muqaddam

Due o tre muqaddam (numero dispari). Un maalem vi siede se la materia tocca il mestiere. Vi si ricorre quando il primo arbitro è troppo vicino a una delle parti, o quando l'affare lo richiede.

III

L'Ash-Shaykh

Egli decide — assistito, se del caso, dal faqīh — ciò che tocca la regola della casa, la fede, un ospite, o uno scarto di grado troppo ampio. Queste materie non passano alla prova.

L'arbitro propone un esito: parola tenuta, gesto di riparazione, ufficio comune, silenzio su un punto. Se i due accettano, l'affare è chiuso. Chi rifiuta di comparire senza motivo grave passa al superiore, non alla prova.

Gradi interessati: ṣāniʿ e ṣāniʿ; sani e nāʾib. Un conflitto con un maalem o lo shaykh appartiene all'autorità e non fa materia da prova.

وَإِن طَائِفَتَانِ مِنَ الْمُؤْمِنِينَ اقْتَتَلُوا فَأَصْلِحُوا بَيْنَهُمَا

« Se due gruppi di credenti s'affrontano, ristabilite la pace tra loro. » — Corano 49:9

SECONDO TEMPO

La prova

Se l'arbitrato non ha chiuso e i due consentono, il terzo ordina una prova tratta dalle discipline già praticate. La forma non è scelta da chi è in collera. Testimoni della casa assistono. Il terzo dichiara l'inizio e la fine.

Musaraa

المصارعة

al-musaraa

Musaraa

La lotta regolata. Misura il controllo della collera e il rispetto del limite. Forma più naturale quando l'orgoglio è stato ferito nel corpo a corpo della vita comune.

Si resiste, si cede quando la regola lo dice, ci si rialza. Il terzo ferma il combattimento. Dopo, silenzio.

لَيْسَ الشَّدِيدُ بِالصُّرَعَةِ، إِنَّمَا الشَّدِيدُ الَّذِي يَمْلِكُ نَفْسَهُ عِنْدَ الْغَضَبِ

« Il forte non è chi atterra alla lotta; il forte è chi possiede se stesso nella collera. » — hadith (Bukhari, Muslim)

Ramy

الرمي

al-ramy

Ramy

Il tiro con l'arco. Calma sotto lo sguardo. Vi si ricorre quando il contatto fisico sarebbe eccessivo per la materia, e la precisione sotto pressione dice meglio della forza.

Stesso arco, stessa distanza, stesso numero di frecce. Chi trema perde prima di lasciare. La prova forma l'occhio e il respiro tanto quanto chiude il dissidio.

وَأَعِدُّوا لَهُم مَّا اسْتَطَعْتُم مِّن قُوَّةٍ

« Preparate contro di loro tutto ciò che potete di forza. » — Corano 8:60. La Tradizione legge qui, tra l'altro, il tiro.

Furusiyya

الفروسية

al-furusiyya

Furusiyya

Corsa o tenuta sotto regola, soltanto se i due sono formati. Rara. Misura il dominio di sé più che la sconfitta dell'altro — la stessa lezione del puledro e del morso.

Il cavallo non è uno strumento di vanità. Chi lo lancia per umiliare ha già perso la prova agli occhi della casa.

الْخَيْلُ مَعْقُودٌ فِي نَوَاصِيهَا الْخَيْرُ إِلَى يَوْمِ الْقِيَامَةِ

« Il bene è annodato alla criniera dei cavalli fino al Giorno del Giudizio. » — hadith (Bukhari)

→ Vedere Furusiyya · Il finimento

Hirfa

الحرفة

al-hirfa

Hirfa

Stesso gesto, stesso tempo, sotto l'occhio del maalem. Quando la tensione è nata alla bottega. Ciò che vince non è la vanità, è la pazienza e la tenuta della mano.

Un pannello di zellige, una linea di calligrafia, un giunto di legno: l'opera decide. Il maalem dichiara la fine. L'orgoglio che voleva « vincere » scopre che doveva soltanto far bene.

« L'opera è il testimone; la mano, l'accusato. » — adagio di mestiere, nello spirito della Futuwwa delle corporazioni.

REGOLA

Ciò che fonda la prova

Ammesse

  • Consenso dei due
  • Forma scelta dal terzo
  • Testimoni della casa
  • Inizio e fine dichiarati
  • Vittoria di chi ha rispettato la regola della prova
  • Silenzio dopo: l'affare non si riapre

Escluse

  • Armi reali, sangue, rissa
  • Umiliazione pubblica o pubblico esterno
  • Materie di fede, di regola, di ospiti
  • Scarto di grado troppo ampio
  • Castigo mascherato da prova
  • Rivincita sulla stessa materia

La prova regolata non è un'eccezione al divieto della violenza. Fuori da questa procedura, sotto questo terzo e sotto queste forme, levare la mano resta causa d'allontanamento. Il regolamento interno (art. 1 e art. 11) fissa questo quadro.

Chi vince non racconta. Chi perde non si disfa in parole. La casa ha visto; ciò basta, e la Futuwwa forma precisamente a questo ritegno, che consiste nel sostenere la prova senza trarne né gloria né rancore.

Il dettaglio figura nel regolamento rimesso a ogni residente.

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