Torna al progetto

PROGETTO

Visione e missione

Acquisire e rialzare una dimora della medina di Fès, stabilire una scuola di residenza e pagare dei maestri perché insegnino il loro mestiere a coloro che vivono sul posto.

Visione e missione

Un mestiere della mano si trasmette attraverso la presenza. Lo si impara presso qualcuno che già lo possiede, per imitazione prima e per correzione poi, per un tempo che nulla abbrevia. Dove questa presenza quotidiana cessa di essere possibile, il sapere non si rifugia nei libri, e le descrizioni più esatte non hanno mai rimesso una mano in grado di fare.

È per questo che i tirocini brevi, le mostre e i rilievi tecnici, per quanto utili, non bastano da soli. Conservano la memoria di un gesto senza ricostituire le condizioni in cui esso si trasmette, le quali suppongono un maestro disponibile, una bottega aperta ogni giorno, e qualcuno che resti abbastanza a lungo perché la sua mano diventi sicura.

Ciò che ci si propone di fare

Il progetto consiste nell’acquistare una vecchia dimora della medina di Fès, nel farla rialzare da imprese della città secondo le regole dell’arte, e nell’istituire una casa dove giovani uomini vivono, pregano, lavorano e imparano un mestiere da maestri retribuiti per insegnare tanto quanto per produrre.

L'ordine dei lavori è stato fermato. Le imprese specializzate rialzano la dimora e i residenti non intervengono sul monumento, per due ragioni che si accumulano: un cantiere delicato di restauro non si comporta come un esercizio, e la casa non può alloggiare nessuno finché è in lavori. Il primo gruppo di allievi si forma dunque, in questo tempo, presso i maestri della medina, ciascuno dei quali dorme presso i suoi, ed entra nella casa già semiformata.

Le imprese sono di Fès, e questa condizione non è negoziabile. Una dimora della medina rialzata da imprese venute d'altrove sarebbe un allestimento, per quanto perfettamente eseguito, e la casa non avrebbe alcun rapporto con la città il giorno in cui aprirebbe le sue porte.

Perché ora

Questo arretramento tocca ben oltre il Maghreb: ovunque un sapere si trasmetteva da maestro a discepolo, la catena si spezza più in fretta di quanto si ricostruisca. Un maalem che muore senza successore porta con sé non soltanto un gesto, ma un modo di vedere, di misurare e di pazientare, che nessun libro sostituisce.

A Fès le corporazioni conservano ancora i loro nomi, i loro quartieri e le loro istituzioni, e un apprendista trova a distanza di cammino le botteghe di parecchi mestieri. Questa densità si rarefà di generazione in generazione, ed è essa che fissa il calendario del progetto ben più delle circostanze di chi lo porta.

Lo stato del progetto

La casa non esiste ancora. Ciò che esiste è un programma scritto, un regolamento interno redatto, una dottrina di cantiere ferma, e la ricerca della dimora stessa.

La comunità accoglierà uomini maggiorenni, liberamente impegnati in questa forma di vita, per una durata che si conta in anni.

Ciò che la casa non diventerà

Il mercato delle case d'ospiti della medina è saturo, e una dimora restaurata senza destinazione diventa un edificio commerciale in una decina d'anni.

La disposizione che lo impedisce qui è di natura patrimoniale piuttosto che morale. La proprietà ha vocazione a essere posta fuori dal commercio, nella forma che il diritto marocchino permetterà, affinché la destinazione della casa cessi di dipendere dalle intenzioni di chi la possiede, oggi come tra cinquant'anni.

Torna al progetto