La dimora
Il programma prima del disegno
Non c'è ancora un edificio. C'è un programma: ciò che la casa deve fare, in quale ordine, e ciò che esclude.
Non si cerca una bella casa dove installare una scuola. Si cerca un edificio capace di fare due cose insieme: accogliere un organismo intorno a un cortile, e alloggiare uomini che lavorano.
LA SCOMMESSA
Due tipi, una sola casa
Due tipi antichi rispondono ciascuno a una metà del programma. Il riad dà l'organismo: un cortile, dell'acqua, dell'ombra, stanze che prendono aria e luce dal di dentro e mai dalla strada. Il fondouk dà il lavoro e il dormire: un piano terra di atelier e di riserve, celle ineguali aperte su una galleria, una porta unica e un portiere.
La casa chiede entrambi, e li prende là dove sono: il riad in basso, intorno al cortile, per l'acqua, l'aria e la vita comune; il fondouk in alto, sulla galleria, per la bottega e il dormire.
Nulla di un compromesso d'architetto. È la disposizione che la medina ha dato da sempre alle case dove si lavora e dove si alloggia nello stesso tempo — ed è il primo criterio di scelta dell'edificio.

GLI USI
Ciò che la casa deve fare
| Uso | Ciò che esige dall'edificio |
|---|---|
| Una bottega — cuoio, ferro, legno | Al piano terra, tutto d'un pezzo, con la sua riserva, il suo punto d'acqua e un accesso di servizio che non attraversa il cortile. Il fuoco della fucina chiede il suo condotto. |
| Il dormire | Camere ineguali aperte sulla galleria del piano, mai su un corridoio. Nessuna è identica alla vicina, e nessuna si tariffa. |
| La tavola, l'oratorio, il parlatorio | Una sola tavola per tutti, una stanza di preghiera, e un luogo dove si riceve senza far entrare. |
| I libri | Una sala e un armadio che chiude. Si chiede un libro; il libro è portato. |
| Il corpo | L'hammam e il suo focolare, gli spogliatoi, un cortile coperto per la disciplina fisica. |
| L'acqua e l'aria | Il cortile, la fontana, i canali, il giardino. Sono gli organi del conforto d'estate, e non un decoro. |
| La soglia | Una sola porta sulla strada, una chicane, e una loggia da cui si vede chi entra. |
L'ordine delle stanze è descritto in dettaglio altrove. Organizzazione degli spazi →·Le superfici →
CHI EDIFICA
L'ordine del costruire
La dimora è rialzata da maestri affermati, sotto direzione dei lavori e secondo le procedure che impone un edificio antico. I ṣāniʿ non vi intervengono, poiché si formano in quel tempo nele botteghe della medina, ed entrano nella casa quando essa è compiuta.
Il cantiere della scuola viene dopo l'apertura, e non si richiude più: le dipendenze, poi il giardino, poi le dimore del derb. Opere abbastanza modeste perché un errore vi si ripari, e abbastanza reali perché conti. Il cantiere →
IL FUOCO
L'hammam è una macchina
È il solo organo della casa che chiede un focolare permanente, un camino, una riserva di combustibile e una porta sul vicolo. Il focolare sta fuori dal bagno, addossato al muro della sala del fondo; i gas scaldano prima la vasca d'acqua, poi corrono sotto il pavimento nella chebka prima di uscire. L'hammam non si colloca là dove resta posto, perché è esso a fissare una parte del piano, e la chebka reclama sotto di sé un vuoto che non si sposta più.
Dove passa il camino, da dove entra il combustibile, da dove esce la cenere, chi mantiene il fuoco, e con che: cinque domande che si pongono prima dello zellige. L'hammam →
Modello secondo un hammam di medina. Illustrazione, non un piano: la casa non esiste ancora.
L'ACQUA E IL CORTILE
Dispositivi, non un decoro
Il cortile è la stanza che regola la temperatura di tutto il resto, e nulla di un vuoto d'amenità. L'aria fredda della notte vi si deposita, le gallerie la serbano, i muri spessi rendono alla sera ciò che hanno preso di giorno, e l'acqua che corre mantiene l'evaporazione.
La fontana al centro, il salsabīl addossato al muro del giardino, i canali: ogni pezzo d'acqua ha una funzione prima di avere una forma. Il patio →·L'acqua →·Il fresco →

CIÒ CHE È ESCLUSO
Ciò che la casa non sarà
Un programma si legge altrettanto alle sue esclusioni. Niente camere uguali e niente prezzo per camera; niente vasca d'amenità; niente sala di cure; niente piano terra aperto sulla strada; niente sala da pranzo separata per chi paga di più.
La regola vale anche per ciò che sarà stato costruito: uno spazio che comincia a servire l'immagine o l'ospite più del residente deve essere corretto o soppresso.
I MURI
A chi appartiene la casa
La dimora è destinata a essere detenuta da un fondo di dotazione, alla maniera del ḥubus: né venduta, né divisa, né acquistata da un privato. Ciò che vi si mette resta alla sua destinazione.
Organizzazione degli spazi →·Il cantiere →·Architettura vernacolare →
الرِّياضُ لِأَهْلِهِ، لَا أَهْلُهُ لِلرِّياضِ
«Il riad è per i suoi, non i suoi per il riad».