PROGETTO

Il progetto

Riad Al-Uns è una casa di formazione e di vita comune, e non un albergo: mestiere, preghiera, ritmo della giornata, ospitalità selettiva.

Progetto Riad Al-Uns

Ciò che si istituisce a Fès

Ciò che si istituisce a Fès può, senza snaturarsi, lasciarsi riconoscere anche sull’altra sponda. Non si tratta di offrire all’Europa un’immagine del Maghreb, né di preparare un programma. Si tratta di una casa di mestiere e di vita comune, nella medina, la cui forma alta resti visibile — in Sicilia come a Fès — senza che una sponda sia maestra dell’altra.

→ La visione

Né madrasa, né collegio — una terza via

Riad Al-Uns esiste tra due modelli da entrambi i quali si distanzia, ciascuno per una ragione precisa.

Una madrasa forma per l'istruzione (taʿlīm) — memorizzazione del testo, studio del fiqh e del tafsīr, trasmissione del sapere religioso da seduti, immobili, per lo più in posizione d'ascolto. È un luogo essenziale nel mondo musulmano, ma un luogo del testo, non del gesto: il corpo vi resta in gran parte silenzioso.

Un collegio occidentale, all'inverso, forma per l'accumulo di conoscenze secolari e la preparazione a un diploma — senza mai interrogare ciò che il filosofo Syed Muhammad Naquib al-Attas chiamava la perdita dell'adab: la disciplina congiunta del corpo, dell'anima e dello spirito. Al-Attas preferiva, alla parola taʿlīm (istruzione) e alla parola tarbiya (allevamento o mero accudimento biologico — termine che, nota al-Attas, si applica ugualmente agli animali), il termine taʾdīb: un'educazione che inculca l'adab, non soltanto il sapere.

È questa terza via che il Riad imbocca. Né la sola memorizzazione, né l'accumulo dei diplomi, ma la formazione di una malaka — una parola che Ibn Khaldūn, nella sua Muqaddima (XIV secolo), applica tanto ai mestieri quanto alla lingua, alla fede quanto all'arte: una qualità stabile, acquisita dalla ripetizione di un gesto finché la sua forma non si radichi nell'anima. Ibn Khaldūn non distingue il mestiere dell'artigiano dalla virtù del credente: entrambi s'acquistano allo stesso modo — per la pratica ripetuta, finché essa non diventi seconda natura.

Questa unità non ha mai avuto bisogno, in arabo, d'essere formulata in proverbio. Là dove il latino deve accostare due termini — mens sana in corpore sano, una preghiera di Giovenale divenuta slogan —, l'arabo dispone di un solo verbo: rāḍa (راض), che si dice del cavallo che si addestra senza spezzarlo, del giardino che si coltiva, del corpo che s'allena e dell'anima che si corregge. Da questa radice vengono riyāḍa, l'esercizio, e rawḍa, il giardino, il cui plurale riyāḍ dà il nome a questa casa. Formare un uomo, qui, è riyāḍat al-badan wa riyāḍat al-nafs — l'addestramento del corpo e quello dell'anima: un medesimo gesto applicato a due materie. Al-Ghazālī intitolava così il ventiduesimo libro del suo Iḥyāʾ ʿulūm al-dīn — « Dell'addestramento dell'anima, dell'affinamento del carattere e del trattamento delle malattie del cuore » — senza dover giustificare che si cura un carattere come si cura un corpo: la lingua lo diceva prima di lui.

Ecco perché Dar al-Hiraf insegna un mestiere con la mano, non soltanto con la memoria; perché le cinque preghiere scandiscono la giornata invece di restare una casella in un orario; perché il patio, l'hammam, la tavola condivisa contano quanto la sala di studio. Ciò che il Riad forma supera lo spirito informato: un uomo il cui carattere porta, nel corpo stesso, la traccia di ciò che ha appreso.

L’ordine della casa

Dar al-Hiraf

Casa dei mestieri e residenza per uomini maggiorenni celibi. La prima bottega — selleria, ferro, legno — e, con il mestiere, la disciplina del carattere e della fede, che prepara anche, un giorno, a tenere un focolare e una famiglia.

La bellezza

Architettura, materiali, giardino, silenzio. La bellezza non è un lusso decorativo, poiché educa lo sguardo e il corpo, come il mestiere educa la mano.

Il ritmo

Le cinque preghiere strutturano la giornata. Tra di esse: la bottega, la tavola, il corpo, il silenzio. Una forma di vita, non un programma.

Ospitalità selettiva

Accogliere senza snaturare. Pochi ospiti, un tempo misurato, gli stessi principi della casa.

I documenti del progetto

Ideazione e direzione del concetto: Pietro Siffi. Sviluppo e coordinamento a cura dell'associazione Il Fondaco Siciliano — Associazione per le arti e i mestieri. Contatto →

La casa nel suo insieme

Le parti della casa e i corpi che le stanno accanto, ciascuno con il suo stemma e ogni bottega con la sua insegna.

RIAD AL-UNS Dar al-Hiraf · Fès, medina La casa vita comune Entrata Biblioteca Tesoro Giardino Dormitorio Le botteghe le arti e i mestieri Zellij Gesso Tessuto Calligrafia e libro Profumi La selleria raccoglie tre mestieri Cuoio Legno Metalli Al-Munya il corpo Porta della Munya Dar al-Asl ospiti della casa Dar al-Diyafa la foresteria

Questa casa sta sotto Al-Mithaq, il patto che le due case hanno in comune. Lo schema intero →