DAR AL-HIRAF

Percorso residenziale di formazione

Non si viene a Dar al-Hiraf per un corso. Vi si vive.

La residenza

LA CONDIZIONE DELLA FORMAZIONE

Vivere, non soltanto imparare

La residenza è la condizione della formazione. Il mestiere, la preghiera, il corpo, la tavola e la conversazione della sera formano un solo ritmo, seguito insieme giorno dopo giorno, e non attività giustapposte.

L’uomo che ne esce deve essere capace di reggere da solo — un mestiere, una famiglia, la parola data.

Età e impegno

Il percorso residenziale è riservato a uomini maggiorenni (18 anni compiuti) e celibi. Prevede un periodo iniziale di prova da uno a tre mesi e, in seguito, un ciclo annuale rinnovabile, orientativamente fino a tre anni.

Il residente non versa alcuna retta: la casa provvede integralmente a vitto, alloggio, strumenti di lavoro e abito, affinché l’attenzione sia rivolta all’opera e alla formazione. A ciascuno è costituito, all’esterno e al proprio nome, un fondo di previdenza vincolato. Vedere At-Tadbir.

La priorità resta la continuità dei mestieri e la formazione di uomini capaci di durare, non di fare numero.

UN PERCORSO DISTINTO

L’immersione di mestiere

L’immersione di mestiere dura da due a sei settimane e permette di conoscere un mestiere accanto a un maestro. È autonoma rispetto al percorso residenziale.

Anch’essa è riservata ai maggiorenni. Può precedere una candidatura al percorso residenziale, ma non è una tappa obbligatoria e non garantisce l’ammissione.

L’immersione di mestiere →

CIÒ CHE SOSTIENE LA CASA

Il regolamento

La vita comune di un numero d’uomini che vivono nella stessa casa, condividendo le botteghe, i pasti e la preghiera, non poggia sulla sola buona volontà: ha bisogno di un quadro scritto, chiaro, rimesso a ciascuno.

Ogni residente riceve, alla sua ammissione, il regolamento di vita comunitaria del Riad — i principi che rendono possibile una vita condivisa degna e ordinata: ritmo quotidiano, rispetto mutuo e fratellanza, vita in camerata, tutorato, inquadramento da parte dei maestri, l’abito, uso dei dispositivi digitali e degli schermi, sostanze e salute, visite e uscite, e la procedura seguita in caso di mancanza. Il residente lo firma prima di insediarsi.

Questo documento rimane anzitutto un testo a uso interno, consegnato e illustrato al momento dell’ammissione, non uno strumento di comunicazione. Quanto se ne dice qui è soltanto un cenno; il testo completo è comunicato a ogni candidato serio che ne faccia richiesta.

Scrivici per saperne di più →

AL-ATHAR

Alla fine: l’opera ricevuta

La residenza si conclude con un’opera e non con una partenza. Ciascuno lascia nei muri un pezzo della propria mano — un pannello, una porta, una vasca, un’iscrizione — scelto col proprio maestro, giudicato da lui, e posato davanti alla comunità.

Non si porta via e non si vende. È iscritta nel registro della casa, col nome del maestro e l’anno, e l’uomo s’impegna al tempo stesso a trasmettere a propria volta ciò che ha imparato.

La regola dell’opera lasciata →

LE SOGLIE

Non confondere le porte

Il percorso residenziale non è un soggiorno d’immersione, né un’immersione di mestiere. L’ospite di Al-Munya è ricevuto altrove — su presentazione o invito — e non acquisisce alcun diritto sulla vita del Riad.

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